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Rimborso Iva per gli acquisti in Italia: guida delle Dogane (approfondimento)

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Come fare ottenere il rimborso dell’IVA per gli acquisti fatti in Italia?.

A questa e ad altre domande fa seguito la guida (nota) dell’Agenzia delle Dogane, resa disponibile sul proprio nuovo sito web il 07.06.2012.

Sulla base della normativa italiana, incentrata sulle disposizioni comunitarie, i viaggiatori residenti o domiciliati fuori dell’Unione europea possono acquistare in Italia beni destinati all’uso personale o familiare senza pagamento dell’IVA.

Questa agevolazione - che non si estende anche alle prestazioni di servizio ricevute (quelle, ad es., rese da alberghi, ristoranti, taxi, agenzie, ecc.) - costituisce un sicuro vantaggio per i viaggiatori stranieri:

 

Ciò significa, infatti, che può essere risparmiato da un minimo del 4% ad un massimo del 21% rispetto al prezzo di vendita del bene acquistato.

 

Tuttavia, il beneficio può essere ottenuto soltanto se il viaggiatore residente o domiciliato fuori dell’Unione Europea rispetta rigorosamente tutte le modalità al riguardo previste dalla legge italiana.

 

Acquisto presso il venditore italiano e trasporto diretto dei beni fuori dell'Unione europea nei bagagli personali

 

Al momento della cessione, il negoziante italiano può riconoscere all’acquirente, residente o domiciliato fuori dell’Unione europea:

 

  • o lo sgravio diretto dell’IVA inclusa nel prezzo di vendita dei beni
  • o il rimborso successivo dell’IVA stessa:

 

- Nella prima ipotesi (sgravio), l’acquisto viene effettuato in esenzione d’imposta;

 

- Nel secondo caso (rimborso), invece, l’IVA deve essere anticipata dall’acquirente straniero.

 

 

Condizioni e modalità per ottenere lo sgravio o il rimborso dell’IVA

 

Il beneficio può essere riconosciuto alle seguenti condizioni:

 

  • - L’acquirente straniero deve essere residente o domiciliato fuori dell’Unione europea;

 

  • - la merce deve essere destinata all’uso personale o familiare e deve essere trasportata nei bagagli personali;

 

  • - il valore complessivo dei beni acquistati deve essere superiore a 154,94 Euro (IVA inclusa);

 

  • - l’acquisto deve risultare da un documento commerciale denominato fattura, nel quale deve essere descritta la merce e devono essere indicati i dati anagrafici del viaggiatore stesso e gli estremi del suo passaporto o di un altro documento equipollente;

 

  • - la merce deve essere trasportata fuori del territorio dell'Unione europea entro tre mesi dalla fine di quello in cui è stata acquistata;

 

  • - devono essere espletate alcune particolari formalità doganali;

 

  • - la fattura deve essere restituita al venditore italiano entro quattro mesi dalla fine di quello in cui è stato effettuato l'acquisto.

 

 

Quali sono le formalità da espletare?

 

La merce acquistata e la relativa fattura devono essere contemporaneamente esibite all’Ufficio doganale di uscita dal territorio dell’UE.

 

Dopo averne riscontrato la corrispondenza e la sussistenza degli altri requisiti, l’Ufficio doganale appone sulla fattura il visto doganale che comprova l’avvenuta uscita delle merci dal territorio comunitario.

 

L’Ufficio doganale competente all’apposizione del visto doganale è quello dell’ultimo Stato UE da cui il viaggiatore parte per fare rientro nel Paese di residenza o di domicilio.

 

Ad es., se il viaggiatore acquista della merce in Italia e poi prosegue il suo viaggio in Austria, l’ufficio competente a vistare tutte le fatture (comprese quelle italiane) è la Dogana austriaca.

 

Tuttavia ove il viaggiatore sia munito di un unico biglietto di viaggio ed effettui un unico check-in, con contestuale rilascio della doppia carta d’imbarco, una per il primo volo nazionale o comunitario e l’altra per la successiva destinazione finale extracomunitaria (es. Bari-Roma-New York oppure Milano-Francoforte-Tokyo), può ottenere il visto sulla fattura di acquisto dei beni destinati all'uso personale o familiare dall’ufficio doganale nazionale sito presso l’aeroporto di partenza.

 

Peraltro, la merce deve essere sempre esibita all’Ufficio doganale:

 

Se il viaggiatore intende introdurla nei bagagli affidati al vettore aereo, deve recarsi alla Dogana prima di effettuare le operazioni di check-in.

 

I controlli effettuati dall'Ufficio doganale e la certificazione necessaria ad ottenere il rimborso dell'IVA può richiedere soprattutto presso i maggiori aeroporti ed in coincidenza con le partenze dei voli internazionali diretti presso alcuni Paesi terzi un certo tempo d’attesa:

 

Pertanto, al fine di evitare spiacevoli disguidi, è preferibile che il viaggiatore straniero residente o domiciliato fuori dell’Unione europea si presenti in aeroporto almeno due ore prima della partenza del proprio aereo.

 

Come deve essere restituita la fattura al venditore italiano

 

Nel caso dello sgravio dell’imposta, dopo aver lasciato il territorio comunitario, il viaggiatore deve rispedire al venditore italiano l’originale della fattura regolarmente vistata dall’Ufficio doganale entro quattro mesi dalla fine di quello in cui tale documento è stato emesso, concludendo in tal modo una procedura che gli ha consentito di beneficiare, sin dall’inizio, dell’esenzione dal pagamento dell’IVA.

 

Se il venditore non dovesse ricevere in tempo tale documentazione, egli è responsabile, nei confronti dello Stato italiano, del pagamento dell’IVA inizialmente scontata al viaggiatore residente o domiciliato fuori dell’Unione europea.

 

E’ per questo motivo che, in via precauzionale, il venditore italiano preferisce normalmente chiedere al viaggiatore straniero l’anticipazione dell'IVA inclusa nel prezzo di vendita, salvo rimborsargliela successivamente.

 

In tal caso, infatti, il viaggiatore residente o domiciliato fuori dell'Unione europea può ottenere la restituzione dell’IVA anticipata soltanto se rispedisce al venditore italiano l’originale della fattura regolarmente vistata dall’Ufficio doganale entro il termine di quattro mesi dalla fine di quello in cui tale documento è stato emesso.

 

 

Chi effettua il rimborso dell’IVA

 

Il rimborso viene effettuato direttamente dallo stesso venditore italiano, secondo le modalità pattuite con l’acquirente estero al momento dell’acquisto (ad es., tramite accredito sul conto corrente bancario oppure su carta di credito, con assegno, ecc.).

In alternativa, esistono alcune società TAX FREE che permettono di ottenere il rimborso dell'IVA, immediato ed in contanti, già al momento dell’uscita della merce dal territorio italiano (o comunitario), senza cioè che il viaggiatore debba rispedire la fattura al venditore:

 

Tuttavia, attualmente, tale procedura è stata attivata soltanto nei maggiori aeroporti italiani o presso i più importanti valichi di frontiera.

 

Più spesso, le società TAX FREE si limitano a fornire al viaggiatore straniero un servizio per conto dei venditori italiani (che ad esse sono associati in misura sempre maggiore), garantendo un rimborso dell'IVA più rapido:

 

In tal caso, il venditore italiano rilascia una fattura che reca il logo della società TAX FREE alla quale è associato ed a cui il viaggiatore deve rispedire la fattura regolarmente vistata dalla dogana di uscita dal territorio comunitario.

 

In entrambi i casi, però, il servizio reso dalle società TAX FREE comporta il pagamento di un corrispettivo che le stesse detraggono direttamente dall’ammontare dell'IVA rimborsata al viaggiatore.

 

Nell’ipotesi in cui il viaggiatore straniero abbia rispedito la fattura al venditore italiano o alle società TAX FREE autorizzate al rimborso e, entro un ragionevole periodo, non abbia ricevuto il rimborso dell’IVA, egli dovrà rivolgersi nuovamente al venditore italiano o alle predette società, fornendo loro ogni utile dettaglio circa la fattura relativa all’acquisto dei beni ed il periodo in cui essi sono stati comprati in Italia.

 

In ogni caso, il rimborso dell'IVA non viene mai effettuato dagli Uffici doganali:

 

pertanto, ogni segnalazione che l’Amministrazione finanziaria dovesse in tal senso ricevere potrà comportare esclusivamente, da parte dei competenti organi, un controllo presso il venditore italiano.

 

 

Acquisto presso il venditore italiano che provvede a curare il trasporto dei beni fuori dell’Unione europea

 

Talvolta, può accadere che il bene acquistato in Italia sia realmente troppo ingombrante per un suo trasporto all’estero, da parte del viaggiatore residente o domiciliato fuori dell’Unione europea, come “bagaglio personale”.

 

E’ anche possibile che, prima di rientrare nella propria patria, il viaggiatore residente o domiciliato fuori dell’Unione europea intenda proseguire il suo viaggio in Italia, partendo dall’Italia verso un altro Stato membro dell’UE.

 

In tali ipotesi, il viaggiatore straniero può chiedere al venditore italiano di provvedere alla spedizione, presso il proprio domicilio all'estero, dei beni acquistati in Italia.

 

Nella pratica, il venditore italiano non applica l’IVA sulla cessione effettuata, non consegna in Italia il bene al proprio cliente straniero ma provvede a spedirli direttamente all'estero, curando anche ogni formalità doganale relativa all’esportazione.

 

Dunque, il viaggiatore residente o domiciliato fuori dell’Unione europea non dovrà preoccuparsi di portare con sé il bene acquistato in Italia, né di mostrarlo all’ultima dogana di uscita dal territorio doganale comunitario per avere il visto sulla fattura di acquisto e nemmeno di rispedire al venditore italiano, entro i termini previsti, l’originale della fattura stessa:

 

In tal modo, infatti, la merce, già detassata dell’IVA, gli verrà recapitata direttamente presso il proprio domicilio.

 

E’ evidente, però, che in questo caso il venditore italiano offre al viaggiatore straniero un vero e proprio servizio e ciò può, pertanto, comportare il pagamento, oltre al prezzo di vendita IVA esclusa, di un corrispettivo aggiuntivo dovuto per le spese di trasporto all'estero e/o per la cura delle formalità doganali relative all’esportazione dei beni acquistati.

 

 

Acquisto presso il venditore italiano e trasporto diretto dei beni fuori dell’Unione europea nei bagagli personali:

 

cosa fare se i beni sono troppo ingombranti o pesanti

 

Nell’ipotesi in cui i beni destinati all'uso personale o familiare siano particolarmente ingombranti o pesanti e, dunque, non possano essere trasportati fuori dal territorio doganale comunitario direttamente nel bagaglio a seguito del passeggero anche per ragioni di economicità, il viaggiatore residente o domiciliato fuori dell’Unione europea può inoltrarli presso il proprio domicilio estero attraverso il sistema della spedizione come bagaglio non accompagnato, cioè come “bene personale” che il viaggiatore non porta direttamente con sé ma che affida alla compagnia aerea per la spedizione a destinazione ed il cui ritiro avviene presso l'aerostazione arrivi merci.

 

L'agevolazione in parola si applica a condizione che il viaggiatore lasci l'Italia con diretto scalo nel proprio Stato di appartenenza.

 

L’operazione è oggetto di un vero e proprio contratto di trasporto aereo: la compagnia aerea emette una Lettera di Trasporto Aereo (LTA) e, per il trasporto dei beni all'estero, richiede il pagamento di un corrispettivo aggiuntivo.

 

In tal caso, l’acquisto dei beni deve essere documentato da una fattura distinta rispetto a quella relativa ad altri eventuali beni che il viaggiatore straniero decida di trasportare come bagaglio personale a mano o in stiva.

 

L’originale di tale fattura deve essere presentata alla compagnia aerea per l'emissione della Lettera di Trasporto Aereo (LTA) relativa a beni spediti come bagaglio non accompagnato e su di essa l’ufficio doganale competente provvede ad apporre il prescritto visto richiesto ai fini del rimborso dell’IVA.

 

Per consentire una verifica della corrispondenza tra quanto riportato in fattura dal venditore italiano e ciò che viene spedito all’estero dalla compagnia aerea per conto del viaggiatore straniero, residente o domiciliato fuori dell'UE, è necessario che dalla Lettera di Trasporto Aereo (LTA) risulti identità tra la merce ivi descritta e quella indicata sulla fattura stessa, nonché coincidenza tra il nominativo del mittente e quello del destinatario dei beni spediti.

 

Sulla Lettera di Trasporto Aereo (LTA), inoltre, devono essere annotati gli estremi del medesimo documento di riconoscimento del viaggiatore straniero (passaporto o altro documento equipollente) che risultino indicati, ai sensi della legge italiana, sulla fattura rilasciatagli dal cedente nazionale.

 

Ai fini del concreto rimborso dell’IVA, il soggetto residente o domiciliato fuori dell'Unione europea deve poi rispedire l’originale della fattura vistata dalla dogana al venditore italiano, secondo le modalità e nei termini sopra descritti.

 

Pasquale Lorenzo Gallesi

 

Il testo di questo articolo si può copiare, utilizzare e diffondere liberamente solo a condizione che venga citata sempre la fonte nella seguente forma: (fonte: www.sardegnacontributi.it)

 

 

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